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domenica 17 dicembre 2017

Recensione (Review Party Matteo Bruno) | Syracusa. La vendetta di Nicone - Matteo Bruno

Buongiorno Readers! Negli scorsi giorni ha avuto luogo nella blogosfera il blogtour dedicato all'ultima pubblicazione di Matteo Bruno, ovvero L'ultimo spartano, e per concludere al meglio questa iniziativa è stato organizzato un review party per la giornata di oggi cui ho aderito con entusiasmo! ^^


Il libro dell'autore che ho deciso di leggere e recensire per l'occasione è Syracusa, un romanzo di ambientazione storica appassionante e sorprendente che mi ha catturata nella sua affascinante tela di guerra, amori e vendetta...una lettura che come avrete capito ho decisamente adorato, ma prima di esprimere meglio il mio pensiero vi lascio la scheda libro così che vi sia più chiaro di cosa stia parlando! ;)



Titolo: Syracusa. La vendetta di Nicone
Autore: Matteo Bruno
Editore: Leone Editore
Data di uscita: 15 Ottobre 2015
Pagine: 441
Brossura: 13.90 € (Link Amazon)

MATTEO BRUNO nato a Perugia sotto il segno del Leone, è laureato in Scienze politiche e coltiva da sempre la passione per la storia. Ha collaborato con l’Università degli Studi di Perugia e scrive sceneggiature per documentari e docufilm. L’ultimo spartano è il suo quarto romanzo storico dopo Oro, sole e sangue (2013), Dodici città (2014) e Syracusa – La vendetta di Nicone (2015), tutti editi da Leone Editore.

TRAMA Siracusa, 397 a.C. L'anziana Klizia racconta al figlio Ippoloco le gesta del suo uomo, Nicone, un soldato ateniese costretto all'esilio. Rifattosi una vita in Sicilia, Nicone avrà finalmente l'opportunità di riscattare il proprio nome in occasione dell'assedio ateniese a Siracusa diventando il comandante dei cavalieri siracusani. Un destino parallelo e opposto a quello del suo più grande rivale: il cugino Blepiro, che nel frattempo è arrivato a capo della cavalleria di Atene. Sullo sfondo delle grandezze militari e delle miserie umane raccontate da Tucidide nella Guerra del Peloponneso si dipanano così il tenerissimo amore tra Klizia e Nicone e la doppia sete di vendetta che alberga ad Atene: quella di matrice politica, e quella della famiglia d'origine di Nicone.

Syracusa è stata una splendida scoperta, un libro che mi ha aperto al mondo di quella che sarebbe poi stata denominata Magna Grecia, un'ambientazione insolita per le mie letture, infatti sebbene ami il genere storiografico e i romanzi di ambientazione storica, questo è il primo volume che affronto dedicato alla Sicilia e in particolare alla Siracusa del quarto secolo avanti Cristo. Una scoperta appunto che si è poi rivelata oltre che sorprendente anche appassionante, ed ora vi spiego il perchè.

martedì 12 dicembre 2017

Teaser Tuesday #109 | Syracusa

Buonasera Readers! Siamo di nuovo a martedì e come ogni settimana torna sul blog la rubrica Teaser Tuesday, con un estratto dalle mie letture. In questi giorni sto leggendo Syracusa, romanzo storiografico di Matteo Bruno che ammetto mi sta molto appassionando, e di cui vi parlerò in una bella recensione questo weekend...nel frattempo vi lascio sbirciare tra le pagine, giusto per incuriosirvi un pochetto! ;)




Quel giorno stesso la situazione precipitò: gli spartani in avvicinamento si divisero in due colonne; la prima, marciando a passo sostenuto, aggirò il promontorio alle spalle di Eleusi prima che l'evacuazione fosse portata a termine, mentre l'altra continuò ad avanzare lungo il litorale per chiudere la città in una enaglia, tra il monte e il mare. In un attimo si diffuse il terrore. I contadini più risoluti corsero a casa a prendere falci, zappe e forconi, determinati a infilzare quanti più nemici possibile, prima di soccombere. Gli altri, con le mani nei capelli, aspettavano rassegnati la fine, mentre donne e bambini si disperavano. La fanciulla non resse a tanto strazio e corse a cercare rifugio tra le mura del tempio.
Se gli spartani si presero tanto disturbo da organizzare quella manovra a tenaglia fu perchè Eleudi non era un luogo qualsiasi. Il tempio di Demetra era famoso in tutta la Grecia per i Misteri che vi si celebravano ed era stracolmo di coppe e monili d'oro e d'argento, di casse traboccanti di lucide monete coniate in ogni dove, di fermargli, spille, anelli e mille altri oggetti preziosi, portati in dono dai padroni degli appezzamenti coltivabili nella pseranza di ingraziarsi la dea.