lunedì 26 ottobre 2015

#BCM 15: Da Hunger Games a Talon: il segreto del successo delle saghe fantasy più amate dal pubblico Young Adult. Con intervista finale a Julie Kagawa

Come avrete letto nel titolo, in questo post voglio parlarvi del tanto pubblicizzato evento sui fantasy di Sabato 24 Ottobre 2015, ore 15 al Castello Sforzesco per il Book City.

banner 24 ottobre

Da Hunger Games a Talon: il segreto del successo delle saghe fantasy più amate dal pubblico Young Adult

Io c’ero! Essì, perché non potevo certo perdermi un dibattito sulle saghe fantasy, men che meno vista la presenza della ormai celebre scrittrice Julie Kagawa che ha esordito quest’anno in Italia con Talon, primo libro di una serie di…5!


Ma, andiamo con ordine e partiamo dalla presentazione da parte di Paola Ronchi - Direttore Generale HarperCollins Italia - di HarperCollins Italia, che nasce il 1 Ottobre 2015, con l’acquisizione di Harlequin Mondadori nel gruppo editoriale internazionale HarperCollins Publishers. 

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La loro produzione includerà le linee attuali, quali ad esempio i cari amati Harmony, oltre alle produzioni hm (che diventerà a breve hc) rivolta ad un pubblico femminile ed infine verranno aggiunti titoli di narrativa fiction e non fiction, per donne e uomini, per ampliare il marchio e sfruttare la scia commerciale della CE oltreoceano. Il contenuto avrà una maggior qualità, ed anche i prezzi – ahimè – saliranno. Tutto ciò dalla primavera prossima.


Dopodiché, entriamo nel vivo dell’evento con una breve visione del booktrailer di Talon che apre le danze sulla questione fantasy.

L’incontro è moderato da Camilla, blogger e founder del blog Zelda Was a Writer. I relatori sono:

Selene D'Adda, Admin del blog Leggere Romanticamente e Fantasy

Chiara Scaglioni, Direttore Editoriale HarperCollins Italia

Maurizio Temporin, Regista e Scrittore

Stanlio Kubrick, Redattore 400calci

Julie Kagawa, autrice di Talon

DI COSA PARLA L’EVENTO? Bestseller ai vertici delle classifiche internaizonali, le saghe urban fantasy hanno da sempre il potere di incantare il pubblico grazie ad un mix di avventura, sentimenti e personaggi in equilibrio tra mito e realtà. Ma cosa innalza una saga a bandiera di generazione? Quali sono gli elementi che legano indissolubilmete i lettori a una storia fantastica? E ancora, come avviene il passaggio da bestseller a blockbuster?

 

M.Temporin: il genere del fantastico ha un rapporto molto stretto con il cinema. Passare dal romanzo all’adattamento cinematografico è sempre una violenza. Fare il booktrailer è un’operazione delicata e interessante, bisogna cercare di avere la sensibilità dello scrittore, capire cosa vuole trasporre e capire, come in una pubblicità, cosa vuole vedere il pubblico. Con un film fantasy si genera un terzo mondo, ma non bisogna mai tradire la storia originale. La parola è un mezzo che può creare visioni che il cinema non può dare, questo è un dato di fatto. Cinema e libro sono due cose totalmente diverse, sono due immaginari molto potenti, ma differenti. Tuttavia, questa generazione, può leggere e scrivere cose che senza averne avuto un assaggio attraverso i film del genere, non era possibile.

 

S. Kubrik: L’aspetto tecnico del cinema, è estremamente importante ed è necessario e naturale che migliori sempre più per rendere al meglio la trasposizione. Riguardo questo aspetto, c’è stato un salto negli anni ‘90 con la tecnica computerizzata che ha aperto un nuovo mercato del cinema, influenzando sicuramente il successo degli stessi libri. Dopo Harry Potter e Twilight, si è capito quanto i fantasy potessero essere davvero  trasportati al cinema, rendendo più reali quei mondi scritti. Ora, grazie al successo di Twilight, il fantasy è esploso, anche per quanto riguarda la letteratura: anni fa, chi leggeva fantasy veniva quasi additato come fosse un alieno, ora puoi leggerlo e nessuno ti dice niente. Hollywood ha spinto troppo e spesso su questo genere, ma purtroppo non è stato all’altezza dei libri, non è stato in grado di capire cosa veramente vogliono vedere al cinema i lettori. Al contrario, in tv hanno capito meglio che quando leggiamo un libro di draghi vogliamo vedere i draghi e non storie di amore. Parlando della potenza di libri e film, possiamo prendere a esempio Hunger Games che ha trasformato l’attrice protagonista, Jennifer Lawrence, in una icona portando tantissima gente al cinema e facendo parlare di se per nani. Divergent invece è stato un flop in questo senso, la povera Sheilene Woodley, dopo essere stata cacciata dal set di SpiderMan, non poteva eguagliare l’iconicità di Katniss. Certamente se un film piace, chi lo ha visto spesso decide di leggerne anche il libro, quindi sì, è possibile.

 

S. D’Adda: Molti utenti del blog che gestisco, preferiscono leggere il libro e poi vedere il film, al contrario di quello che diceva lui poco fa. Probabilmente sarà perché il blog è composto da amanti del fantasy nel particolare. I lettori del genere sicuramente ricercano nel fantasy determinati elementi. Per esempio, Talon parla di ragazzi, ma non è vero che lo leggeranno solo ragazzini, anche delle persone adulte saranno interessate se seguono il genere. Quando uno legge fantasy vuole leggere qualcosa di fantastico, con trama complicata, ma che non si perda. Cerca emozioni fantasy in una realtà diversa dalla nostra che non potremo mai vivere.  L’immagine promozionale ha chiaramente molta importanza. Le cover originali per esempio, spesso catturano l’attenzione più delle brutte copertine che in Italia propongono. Immaigni, citazioni, meme, giveaway, che le CE o i blogger utilizzano, sono molto importanti per attirare l’attenzione sui libri. Molte case editrici li pubblicano in modo errato, senza utilizzare i mezzi mediatici di questo tipo e magari un buon autore non ottiene il successo che dovrebbe invece riuscire ad avere con un marketing migliore.

 

C. Scaglioni: Le persone che fanno questo mesteire, hanno la fortuna di pubblicare quello che a loro piace, infatti sono tanti i libri che arrivano sulla nostra scrivania. I fattori che portano alla pubblicazione di uno di questi sono tanti: deve essere buono, deve avere quel qualcosa in più che fa la differenza per diversificarlo sul mercato, c’è anche una piccola questione di fortuna, per quanto riguarda il momento i gusti della ce e altri fattori simili. Il mondo dei giovani era ancora poco esplorato in Harper, ci si rivolgeva per lo più ad un pubblico di adulti. Il mondo dei teen è un mondo che stava crescendo molto, è partito con Harry Potter ma solo negli ultimi anni c’è stato il vero boom. Infatti si è iniziato a vedere nuovi nomi di scrittori in libreria che si occupano di narrativa per i giovani. Quando Talon è arrivato da noi, è stata una grande occasione per Julie. Lei sa come rivolgersi ai ragazzi, ha una grande capacità descrittiva. Ad esempio, molto spesso i ragazzi si rivedono nella protagonista, con gli stessi sentimenti e comportamenti.

 

Ed eccoci arrivati alla parte conclusiva dell’evento, ovvero all’intervista della special guest Julie Kagawa, autrice best-seller internazionale, che presenta il suo nuovo romanzo Talon, primo capitolo di una saga urban fantasy dove creature mitologiche, battaglie epiche ed emozioni promettono di conquistare tutti gli amanti del genere. Ecco le domande del pubblico e le risposte della carinissima autrice..! :)

  1. Non ho ancora letto il libro, in quanto sono prevenuta sui romanzi scritti in prima persona, preferisco la terza. Come mai hai scelto di scrivere in prima persona invece che in terza?
    Julie:
     ho scelto la prima persona perché è un mio gusto personale, la prima persona rispetto alla terza mi rende le cose più facili, riesco ad entrare di più nella testa dei personaggi e quindi trasmettere le emozioni in modo più semplice. La cosa importante è che riesco a trasferire meglio quello che sento.
  2. Qual è la scena preferita del romanzo, qual è quella che ti ha fatto più emozionare, quella dove hai avuto maggiori problemi a scrivere durante la stesura.
    Julie: la parte che mi è piaciuta ed emozionata di più è verso la fine, quando i due protagonisti si trovano da soli e scoprono a vicenda chi sono realmente. Mi è piaciuta molto come scena, e anche come reagiscono. È stato difficile scrivere le parti romantiche, effettivamente preferisco di più le scene sanguinolente e molto più cruente.
  3. Lei ha scelto i draghi perché si sentiva portata, fanno parte della sua cultura di bambina le storie di draghi ambientate nel medioevo, con ambientazioni europee tra castelli e rovine? Come il trono di spade, per esempio. E poi, come ha detto Selene D’Adda il libro si presenta per un target per ragazzi, ma come io ho potuto notare, piace anche a noi adulti. Si sarebbe mai aspettata che questo libro potesse piacere anche a chi ha superato gli anta?
    Julie: per quanto riguarda la prima domanda si, io ho sempre letto questo tipo di storie, leggevo tutto sui draghi, qualunque cosa avesse sulla copertina dei draghi mi affascinavano. C’era sempre questa storia del drago che rapisce la principessa, del cavaliere che la salvava quindi le storie di draghi sono state una costante nella mia vita quando ero piccola. Per la seconda domanda se avessi pensato durante la stesura a questo pubblico diverso. Effettivamente no, non ci avevo pensato. Quando incomincio a scrivere scrivo e basta, non penso al pubblico al quale mi rivolgerò. Quando ho iniziato non conoscevo il genere Young Adult, era appena iniziato ad aeserci negli Stati Uniti. Quando ho dato il copione al mio agente lei stessa mi ha detto “ah, questo è Young Adult” e le ho risposto “mah, non so nemmeno cosa sia effettivamente”, e dopo ho visto  che l’Harper stava cercando proprio questo genere e ho presentato il primo manoscritto che è stato poi accettato.
  4. Visto che stavamo parlando di cinema, e sempre più spesso succede che magari anche gli scrittori siano stati degli sceneggiatori, volevo sapere se anche lei, a un certo punto mentre scriveva il libro pensando a come si sarebbe potuto poi trasformare in una sceneggiatura per un film. Si è mai fatta la domanda o ha scritto proprio verso questa ottica?
    Julie: si, mi piacerebbe vederlo sul grande schermo. Effettivamente sono felice che questo potrà accadere. Quando inizio a scrivere non penso a questo, e c’è una sostanziale differenza tra uno sceneggiatore e uno scrittore che fa solo lo scrittore. Lo scrittore deve descrivere maggiormente le scene, deve avere un flusso quindi un avvicendarsi di tutte le scene, deve scrivere e trasmettere sentimenti. Mentre per quanto riguarda la sceneggiatura, e correggetemi se sbaglio, sono molti dialoghi, ci sono molte righe da scrivere. Quindi io non sarei in grado  di fare la sceneggiatrice perché sono troppo parolosa, mi piace usare le parole e fare descrizioni ricche. Pero, ripeto, mi piacerebbe vedere il mio libro sul grande schermo. Adesso ci sono tutti questi effetti speciali che renderebbero la cosa più bella, però, ripeto, quando io scrivo un romanzo mi attengo al romanzo e non penso al film.
  5. Nel caso di un film, lei si è immaginata degli attori specifici nei panni dei protagonisti? E poi, per scrivere, da cosa prende ispirazione?
    Juli
    e: bhe, la prima domanda è sempre un po’ difficile per me, non sono brava a rispondere. Effettivamente non conosco molte celebrity di oggi, e quindi non ho pensato e non penso mai a nessuno mentre scrivo un libro. Potrebbe essere una risposta un po’ deludente, ma davvero non so come rispondere. Per quanto riguarda le fonti di ispirazione, ho letto moltissimo fantasy, possiamo parlare di Brucks e Game’s of Trones.

Alla fine dell’intervista, l’autrice ha regalato un tenerissimo draghetto fatto a mano da lei ad una fan estratta a sorte. Un pensiero che ho trovato davvero dolce oltre a dimostrare quanto tenga ai suoi  lettori. Ecco una foto della sua creazione..! ^^

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Infine, la nostra amata Julie ha firmato le copie di noi fan e con tanta pazienza ha fatto foto con tutti. Una persona davvero gentile e paziente, oltre che tenerissima! Ecco qui il mio libro autografato, con il dossier dell’evento, e la foto che ho fatto con lei dopo il firmacopie! ^^

 

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2 commenti:

  1. Ciao Francesca! :3 Anche io ci sarei dovuta venire, ma per un impegno improvviso non ce l'ho fatta D: Sono contenta che ti sia piaciuta questa esperienza *w*

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    1. Mi spiace! Sì è stato..interessante direi! ^^

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